Gr.a.mon. Belluno

Scheda del reparto

  • Denominazione: Gruppo artiglieria da montagna «Belluno»
  • Origine: 1º ottobre 1909, a Belluno, come IV Brigata del 2º Reggimento artiglieria da montagna
  • Batterie: 22ª · 23ª · 24ª «Mai strac» (25ª dal 1950 al 1960)
  • Motto: «Belluno bello e uno» — sullo stemma del 1976: «Bello e uno»
  • Festa di corpo: 8 giugno, ricorrenza di Monte Fior–Castelgomberto (1916)
  • Ricompense: Medaglia di bronzo al valor militare (Africa Orientale, 1936) · Medaglia di bronzo al valore dell’Esercito (terremoto del Friuli, 1976)
  • Scioglimento: 31 ottobre 1989, caserma «Bertolotti», Pontebba

Origini (1909–1918)

Il «Belluno» nacque tra i primi reparti di artiglieria alpina il 1º ottobre 1909, in seno al 2º Reggimento artiglieria da montagna costituito quello stesso giorno a Vicenza. La nuova unità fu formata a Belluno come IV Brigata — poi VIII Gruppo — con le batterie 22ª, 23ª e 24ª, armate con cannoni da montagna 70A. Il 17 luglio 1910 le brigate dei reggimenti da montagna furono ridenominate «gruppi» e perdettero il numero: la IV Brigata divenne Gruppo artiglieria da montagna «Belluno».

Durante la guerra italo-turca la 23ª batteria fu aggregata al gruppo «Vicenza» in Libia e nel maggio 1912 partecipò all’occupazione di Rodi; nel 1913 le batterie ricevettero i cannoni da 65/17 mod. 13.

Nella Prima Guerra Mondiale il gruppo — cui fu aggiunta la 58ª batteria — operò sulle Dolomiti: nel 1915 alle Tre Cime di Lavaredo, sul Monte Piana, in Valle di Sesto e al Passo di Monte Croce Comelico; nel 1916 al Passo della Sentinella; nel 1917 su Cima Forame, di nuovo sul Monte Piana, alla Stretta di Quero e sui Solaroli; nel 1918 in Val Calcino e sul Grappa.

Fra le due guerre e la Seconda guerra mondiale

Dopo il conflitto il gruppo fu riarmato con l’obice da 75/13 mod. 15 e rimase nel 2º Reggimento fino al novembre 1929, quando passò al 3º Reggimento artiglieria da montagna. Nel dicembre 1935, con la costituzione del 5º Reggimento artiglieria alpina «Pusteria», si formò un nuovo «Belluno» con la 1ª batteria — dal gruppo «Susa» —, l’11ª — dal «Mondovì» — e la 24ª, già del «Belluno»: destinato alla campagna d’Africa Orientale con la Divisione alpina «Pusteria», il gruppo fu decorato per i fatti d’arme di Passo Mecan del 31 marzo 1936.

Al 10 giugno 1940 il gruppo, con le batterie 22ª, 23ª e 24ª tutte su obici da 75/13 mod. 15, era inquadrato nel 5º Reggimento artiglieria alpina «Pusteria» della 5ª Divisione alpina «Pusteria»: operò sul fronte occidentale, poi sul fronte greco-albanese, in Montenegro — battaglia di Pljevlja — e infine in Francia meridionale. Dopo l’8 settembre 1943 il reparto fu sciolto.

La ricostituzione e la Guerra Fredda

Il 24 agosto 1947 il «Belluno» fu ricostituito a Belluno con le batterie 22ª, 23ª e 24ª su obici da 75/13: fu il primo gruppo di artiglieria da montagna ricostituito nell’Esercito Italiano dopo la guerra. Il 15 ottobre 1949 entrò nella neocostituita Brigata alpina «Julia», di cui fu — insieme all’8º Reggimento alpini e a un gruppo controcarri da 57/50 — uno dei reparti fondatori. Dal 1º gennaio 1951, con la ricostituzione del 3º Reggimento artiglieria da montagna, passò alle dipendenze del reggimento.

Nel 1959–1960 il materiale da 75/13 fu sostituito dagli obici 105/14 mod. 56 OTO Melara. Il 1º settembre 1960, nella riorganizzazione dei gruppi del 3º Reggimento, il «Belluno» cedette la 25ª batteria al gruppo «Conegliano» e ricevette mortai Brandt AM-50 da 120 mm per una delle sue batterie.

Le sedi

PeriodoSede
1947–1952Belluno
1952–1953Pontebba (UD)
1953–1964Tolmezzo (UD)
1964–1975Caserma «Italia», Tarvisio (UD)
1975–1989Caserma «Bertolotti», Pontebba (UD)

La sequenza Pontebba 1952 → Tolmezzo 1953 è riportata da una sola fonte; altre indicano genericamente Belluno, poi Tarvisio, poi Pontebba. Punto da verificare.

1975: il «Belluno» autonomo a Pontebba

Con la riforma del 1975 il 31 agosto il gruppo fu sciolto, ma già il 5 settembre il Gruppo «Osoppo» di Pontebba ne assunse la denominazione. Sciolto il 3º Reggimento il 30 settembre 1975, dal 1º ottobre il «Belluno» divenne reparto autonomo alle dirette dipendenze della Brigata alpina «Julia» e ricevette la bandiera di guerra con decreto del 12 novembre 1975. Lo stemma fu concesso con decreto del 15 ottobre 1976.

Struttura nel periodo 1975–1989: comando di gruppo, batteria comando e servizi, 22ª, 23ª e 24ª batteria su obici 105/14 mod. 56. Ciascuno dei tre gruppi autonomi della «Julia» schierava allora 610 uomini — 35 ufficiali, 55 sottufficiali, 520 militari di truppa — con una delle tre batterie someggiata a dorso di mulo.

Nei piani di guerra del 4º Corpo d’armata alpino il «Belluno» di Pontebba era uno dei reparti destinati a intervenire in caso di attacco lungo la Val Canale.

Il terremoto del Friuli

Dopo la scossa del 6 maggio 1976 il gruppo intervenne immediatamente nei soccorsi a Pontebba, Dogna e Gemona, pur avendo subito danni alle strutture e la perdita di un militare. Per l’opera prestata dal 6 maggio al 6 giugno 1976 ricevette la medaglia di bronzo al valore dell’Esercito.

Lo scioglimento

Il 31 ottobre 1989, nell’ambito del riordinamento della Forza Armata, il Gruppo «Belluno» fu definitivamente sciolto. La 22ª batteria e la Batteria comando e servizi furono sciolte, mentre la 23ª e la 24ª passarono al Gruppo artiglieria da montagna «Udine». Il 9 novembre 1989 la bandiera di guerra fu consegnata al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano a Roma.

I motti delle batterie

BatteriaMotti documentati
22ª«Gnanca se moro» · «Sempre più in alto»
23ª«Simpri cioc mai strac» · «Mus in pas, leon in guera»
24ª«Mai strac» · «Nulla via invia» · «O la passa o la brusa» · «Dall’ardore l’ardire»
44ª«No se conta» · «Son qua mi» · «De fer el pezo e mi»

Precisazione organica necessaria. Entrambi i soprannomi risultano confermati come motti di batteria: «Mai strac» per la 24ª e «No se conta» per la 44ª. Va però corretta l’attribuzione: la 44ª batteria non appartenne al Gruppo «Belluno». Nella Grande Guerra la 44ª batteria someggiata — quella comandata dal Cap. Giuseppe Bertolotti dal luglio 1917 — era del 2º Reggimento artiglieria da montagna; nel dopoguerra la 44ª fu inquadrata nel Gruppo artiglieria da montagna «Lanzo» (6º Reggimento, Brigata alpina «Cadore») a partire dal 1955–56. Le batterie organiche del «Belluno» furono sempre la 22ª, la 23ª e la 24ª, con la 25ª nel periodo 1950–1960.

Altri punti aperti. Le fonti divergono sul grado della decorazione per Passo Mecan (bronzo o argento) e sulla data della festa di corpo (8 o 15 giugno). L’elenco dei comandanti per il periodo 1947–1975 è incompleto.

I comandanti (1975–1989)

Ten. Col. Guglielmo De Mari · Ten. Col. Luigi Chirone · Ten. Col. Augusto Laganà · Ten. Col. Giorgio Barletta · Ten. Col. Ernesto Nencha · Ten. Col. Santi Ciccarello · Ten. Col. Albano Giust · Ten. Col. Baldo Michelli · Ten. Col. Antonio Galvagna.


Fonti